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Il Sito ufficiale di

Antonio Margheriti - (Anthony M. Dawson)

 

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Una bellissima lettera da un ammiratore di Antonio

 

Carissimo Edoardo,

 

era da molto tempo che volevo scriverti ma non ero mai riuscito a trovare il tempo, lavoro come montatore video e spesso mi faccio 18 ore al giorno.

 

Sin da piccolo (sono nato nel 1968) sono rimasto ammaliato dal cinema di tuo padre. Il primo film che vidi fu “I criminali della galassia” e ti giuro fu una “visione” che non mi abbandonò più. Col passare degli anni vidi gli altri film della serie Gamma uno e ne rimasi entusiasta. Da ragazzino pensavo che fossero di produzione americana ma notavo qualcosa di “diverso” dal solito. Una mattina su Antenne 2, in francese, vidi un film che mi spaventò tantissimo nonostante non capissi una parola di quella lingua: "Nella stretta morsa del ragno". Solo molti anni dopo quando decisi di approfondire la mia conoscenza sul “vero” cinema italiano, queste fortissime emozioni si riunirono sotto un unico nome: Antonio Margheriti.  A quel punto detti una caccia maniacale ai film di tuo padre e all’epoca riuscii a vedere tutto quello che era stato stampato in super 8. Quelle proiezioni adolescenziali mi lasciarono sensazioni così forti che negli ultimi anni ho collezionato tutte le stampe dei film di tuo padre usciti in super 8 e già che c’ero ho recuperato anche alcuni 16mm ("Ursus terrore dei kirghisi", "L’inafferrabile, invincibile mister invisibile", "Spacemen", "Il Pianeta degli uomini spenti").

 

Ma il meglio doveva ancora venire. Avevo da poco aperto il mio studio di produzioni tv e il mio caro amico Antonio Bruschini mi chiese di realizzare un video da presentare in occasione di una serata in cui sarebbe stato ospite Antonio Margheriti. Finalmente avrei conosciuto questa figura importantissima del cinema italiano.

 

L’incontro deve essere stato estenuante per tuo padre, lo martellai tutta la sera su tutti i suoi film, chiedendogli di volta in volta anche delucidazioni sulle tecniche degli effetti speciali. Nonostante lo avessi preso d’assalto fu gentilissimo e anche quando volli sapere tutto sulla lavorazione di “Contronatura” che era avvenuta a Tirrenia, su cui stavo preparando un documentario, fu ricco di aneddoti e particolari. Io sostenevo che i suoi effetti speciali erano dei veri miracoli e lui ogni volta controbatteva liquidandoli come inezie e non per falsa modestia. In un mondo in cui tutti si fanno grandi per aver realizzato chissà quali stupidaggini, un atteggiamento del genere lasciava intuire una personalità dallo spessore non comune. Mi stupì però oltre ogni dire un altro atteggiamento di tuo padre: c’era un critico che per tutta la sera denigrò il cinema di genere di italiano e Antonio invece di alterarsi lo trattava con simpatia e gentilezza, forse con modi ancora più cortesi di quelli che usava con tutti gli altri intervenuti. Mi ricordo chiaramente che a un certo punto lo presi da parte e gli chiesi perché trattasse quella specie di critico così gentilmente e lui mi rispose con una frase che all’epoca mi sconcertò:”Ho deciso di essere educato in un mondo di maleducati”. Ti giuro che ho capito il senso di questa frase e la grande forza d’animo che la sostiene solo molti anni dopo e spesso racconto questo aneddoto ai miei collaboratori. Nel mio settore (le produzioni video) mi trovo ogni giorno a che fare con registi che credono di essere i nuovi geni della cinematografia mondiale e che invece lasceranno il nulla dietro di loro…

 

Mi ricordo ancora quando da ragazzino andai al cinema a vedere “L’ultimo cacciatore”: la sequenza iniziale che riempiva di fiamme ed esplosioni lo schermo del cinema mi colpì oltre ogni dire e il film mi fece impazzire. Mi rammento che ero spaventato quando mi ritrovai a pensare: “ma perché preferisco questo film che non cita nessuno a quello di Cimino?”. Poi col passare degli anni  mi resi conto (non senza stupore) che quei film piacevano non solo a me e così la mia frustrazione di amante del cinema che vedeva tutti i suoi film più amati classificati con una stelletta o massimo due dai vari dizionari svanì e nonostante la mia grande passione fosse realizzare video iniziai a  scrivere articoli sul cinema di genere su varie riviste specializzate. Poi quando decisi di aprire uno studio di produzioni video che è ormai attivo da una quindicina di anni smisi di scrivere ma ho continuato (e continuo tuttora) a pagare il mio tributo al cinema di genere presentando ogni domenica sera su un’emittente regionale toscana i film che tanto mi fanno impazzire. Nel frattempo il cinema di genere è andato incontro alla rivalutazione che gli era dovuta. Oggi mi ritrovo spesso a pensare che la mia vita è stata segnata quando da bambino rimasi affascinato da quelle astronavi che volavano fra le stelle, dai tubi fluorescenti del pianeta errante e dagli uomini miniaturizzati tenuti dentro a una valigia. E’ anche grazie a queste “visioni” se oggi faccio un lavoro che mi piace e se ho sempre dalla mia un sogno a portata di mano: infatti spesso proietto ai miei figli i super 8 e i 16mm dei film di tuo padre e a giudicare dal loro interesse il fascino di quelle immagini sembra non morirà mai.

 

Con stima,

 

Pier Paolo Dainelli

 

Contattateci per informazioni generali: diafanoids@antoniomargheriti.com

Sito aggiornato al: 28 settembre 2005 

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