"Di Padre in Figlio"
Questo
è un mestiere che si tramanda di padre in figlio, come i vecchi artigiani di
una volta e per molte altre attività, dove si tende a seguire le orme
paterne, avendo assorbito, anche inconsapevolmente fin dalla nascita, i mille
segreti di una professione. Non fu così per mio padre, che scelse una strada
completamente diversa da quella del genitore, affascinato da questo "mondo di
celluloide", (all'epoca il supporto negativo era davvero fatto di celluloide ed infiammabilissimo)
e faticò non poco per farsi strada nella sua carriera cinematografica. Ma noi,
mia sorella Antonella ed io, cosa potevamo trovare di più affascinante per poter
scegliere di non seguire le sue orme? Niente.
Sia
io che mia sorella, abbiamo onorato una tradizione e seguito le orme di
nostro padre, anche se in settori diversi. Antonella ha studiato
scenografia, ed ha iniziato a lavorare negli anni settanta come aiuto
scenografa, ma poi ha deciso di essere più vicina alla regia diventando una bravissima Segretaria di
Edizione. Un
lavoro quasi sconosciuto al pubblico, ma fondamentale. Una persona addetta al
controllo di tutti i piccoli cambiamenti rispetto al
copione, che avvengono durante le riprese: che controlla il dialogo, le
posizioni degli attori nelle varie inquadrature, le corrette sequenze di
montaggio, l'esattezza dei fabbisogni o dei cambi costumi, e tutto in tempo reale.
Io invece ho seguito esattamente mio
padre: Sceneggiatura, Aiuto regia, Produzione, Regia, Effetti Speciali. Certo
per me è stato più facile, potendo lavorare con lui nei primi film. Ma
partendo dal basso, e facendo progressi nella carriera in rapporto con il
mio apprendimento. Una gavetta facilitata... ma sempre una scuola
importante.
Antonio
mi ha insegnato tanto, tutto quello che sapeva, e che poteva essermi utile a
trovare la mia strada nel mondo del Cinema. I suoi insegnamenti, a volte duri, che da giovane non
riuscivo a comprendere, mi hanno dato la possibilità di superare con successo i
molti imprevisti tecnici che questo lavoro ti costringe
ad affrontare. Fin da piccolo mi ha indirizzato, senza dirlo apertamente, a diventare simile a lui. I miei giocattoli erano scatole di
montaggio o modellini di astronavi, che poi fotografavamo attaccandoli ad
invisibili fili di nylon su fondi neri stellati. Mi ha spinto alla fotografia, al
disegno, a scrivere con lui decine di soggetti per film che non si sono
mai realizzati. Da ragazzo, invece che sul set, mi
portava con sé al montaggio, e mi spiegava come si doveva fare una scena, facendomi
vedere il processo per cui, tante inquadrature, danno vita ad una
sequenza. Spesso, mi dava i doppi e gli scarti, e una
moviola dove potevo divertirmi a montarli da solo, cercando di imitare la scena
che aveva appena finito, per rendendomi conto da solo di cosa mancasse per
ottenere un
montaggio funzionante. Nel 1973, quando avevo quattordici anni, cominciò a
farmi fare delle piccole cose, alcune costruzioni che realizzavo in casa, per i suoi
immancabili modellini. Ovviamente, per me era un gioco, ma alla fine divenne una
professione.
Dal 1980 infatti, e per quasi quindici anni, realizzai i modellini
e le costruzioni per gli effetti speciali di tutti i suoi film. Misi in piedi una struttura, la
"Trickmaster", con attrezzature e laboratori di costruzione,
sperimentando nuove tecniche e nuovi materiali. Facemmo
un grosso salto di qualità con la qualità dei modelli e delle miniature,
realizzando negli
anni a seguire sequenze di effetti speciali
che tenevano testa ai film americani, nonostante fossero prodotte con mezzi molto
modesti. Gli insegnamenti di Antonio, mi hanno permesso di ottenere successi e
soddisfazioni nei molti settori in cui ho voluto cimentarmi: dai Modellini agli
Effetti speciali, alla Produzione, alla Regia e alla Sceneggiatura, e di questo
gli sarò sempre grato.
Edoardo
Margheriti