Questo
secondo film di Antonio sul filone degli 007, in co-produzione con la
Spagna, venne girato quasi simultaneamente a
"A077 Sfida ai Killers", come era d'abitudine, quando
un genere funzionava si produceva solo quel genere per alcuni mesi, per
poi cambiare rotta improvvisamente, a seconda di come girava il vento del
mercato internazionale. I due sceneggiatori spagnoli, autori del
copione, avevano attinto a mani basse dai vari film di James
Bond usciti fino a quel momento, da "Licenza
di Uccidere" e "Thuderball"
per la traccia narrativa, fino a "Goldfinger"
da cui avevano attinto se non altro il titolo.
Nonostante
tutto Antonio riuscì a prenderne possesso facendone un film comunque
interessante, come un pasticciere di alta scuola, impastando lo spionistico alla fantascienza, spolverizzando il tutto
con un velo di ironia e decorandolo con i suoi effetti speciali che
spiccano come ciliegine su una torta. Quello che ne è venuto fuori è un prodotto
commestibilissimo e che non lascia la bocca amara quando arriva alla
fine.
Antonio,
pur amando questo genere di spettacolare genere cinematografico, decide di
non dirigere altri film di questo tipo, che per riuscire bene necessitano
di grossi finanziamenti, scenografie monumentali e molti soldi da
investire negli effetti speciali o per delle sequenze acrobatiche
spettacolari. Una cosa che era e rimarrà impossibile per la nostra
cinematografia, dove i produttori si devono confrontare con un mercato
altalenante e infido, e spesso sono costretti a vere e proprie acrobazie
per procurare i finanziamenti necessari per la realizzazione di un film.
Edoardo
Margheriti