|
Sempre
sulla scia dei "Decamerotici", Antonio questa volta
ha i mezzi necessari per realizzare un film
divertente ed eccitante, grazie anche alla bellezza delle protagoniste Barbara
Bouchet e Femi Benussi, in
quegli anni regine incontrastate della Commedia erotica all'italiana. Il
film gode di un'ottima sceneggiatura scritta da Dino
Verde, e di un grosso budget, con costumi ricercati (anche se
molto succinti) e di lussuose scenografie. Antonio infarcisce la storia
con mille trucchi ed effetti speciali, in cui è stato maestro indiscusso
nel Cinema Italiano. Pesca alcune idee da uno dei suoi migliori lavori
degli anni 60': "L'arciere delle Mille e una
Notte" come le sequenze sui tappeti volanti, gli uomini
invisibili e le arti magiche di un simpatico Genio. Scene che solo Antonio
poteva realizzare e che resero il film una
chicca nel panorama delle commedie a sfondo erotico contribuendo al suo grande successo
al botteghino. Edoardo
Margheriti |
Scheda
Tecnica
Titolo
|
Finalmente... Le
Mille e una Notte
|
Altri Titoli
|
1001 Nights of
Pleasure - Bed of a thousand Pleasure (USA)
|
Genere
|
Commedia -
Erotico
|
Anno di Produzione
|
1972
|
Durata
|
92'
|
B/N - Colore
|
C
|
Distribuzione
|
Medusa
|
Regia
|
Antonio
Margheriti (Anthony M. Dawson)
|
Soggetto
|
Dino Verde
|
Sceneggiatura
|
Dino Verde
Antonio Margheriti
|
Fotografia
|
Sergio D'Offizi
|
Scenografie
|
n.a.
|
Montaggio
|
Roberto Colangeli
|
Musiche
|
Carlo Savina
|

Cast
|
Barbara Bouchet
|
Ruolo
|
|
Femi Benussi
|
|
Barbara Betti
|
|
Annie Carol Edel
|
|
Gastone Pescucci
|
|
Pupo De Luca
|
|
|
|

|
Trama
|
dal sito: www.cinematografo.it |
|
Il
sultano Almamud, divenuto improvvisamente impotente, non riesce a godersi
la bella Zumurud. I suoi consiglieri convocano allora alcuni esperti
narratori perché lo eccitino con le loro novelle. Tocca per primo a un
vecchio cieco, il quale narra la storia del sultano Samandar, che si
riteneva un insuperabile amatore, e del suo concorrente Abuisè. Sfidato a
dar prova delle sue capacità, costui riuscì a giacersi con la moglie
dell'ingenuo Samandar, salvando la testa e guadagnando al tempo stesso
diecimila monete d'oro. Rimasta questa novella senza effetto, si fanno
avanti due giovani, che raccontano ad Almamud la storia di Aladino e di
Marian. Innamorato senza speranza della bella moglie di un commerciante,
Aladino ricorse al "genio della lampada", che gli fece avere un
tappeto volante. Su questo, luogo degli incontri amorosi fra Aladino e
Marian, salì una notte, per errore, il marito della donna. Per poter
tornare sulla terra, i due dovettero, come vuole l'incantesimo, amarsi fra
loro. Protagonista della terza novella, narrata da una donna, è la
viziosa principessa Aziza. Una volta l'anno costei metteva in palio se
stessa, promettendo di sposare l'uomo che fosse stato capace di amarla
tredici volte di seguito, ma facendo tagliare la testa ai perdenti. Sette
gemelli, alternandosi, riuscirono ad ingannarla, ma Aziza finì per
sposare l'ottavo gemello, evirato da piccolo. Risvegliatasi finalmente la
sua virilità, Almamud può godersi sia Zumurud, sia la narratrice della
terza novella. |
Critiche
|
|
Versione
in chiave parodistica di alcune novelle orientali, il film è
caratterizzato, per un verso, da un'ambientazione precisa e ricercata, da
un certo sfarzo scenografico e dall'efficacia dei trucchi, per l'altro,
dalla povertà degli espedienti usati per spremere un pò di comicità da
personaggi e situazioni boccacceschi. Sguaiato nei dialoghi e
ossessivamente incentrato sulle prodezze sessuali dei vari personaggi,
esso appare del tutto negativo.
(Segnalazioni
Cinematografiche) |
|