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"Ming,
ragazzi!"
"Hercules
Vs Karate"
Italia - (1973)

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Tratto
da un soggetto di Sergio Donati,
sceneggiatore famoso per aver scritto molti film di Sergio
Leone, "Ming Ragazzi"
è il primo di due produzioni di Carlo Ponti
dirette da Antonio, realizzate sulla scia del successo dei film di coppia
con Bud Spencer e Terence
Hill, ma soprattutto a parodiare le centinaia di film Kung-Fu
che in quegli anni imperversavano nelle sale cinematografiche. Il
titolo originale era "Schiaffoni e Karate",
infatti il film è una contaminazione tra la commedia d'azione alla
Spencer-Hill e gli Hong Kong movies.
Antonio si diverte a prendere in giro molte delle scene estreme ed irreali
di cui quei film erano pieni facendole diventare comiche. La
coppia che emula le gesta di Bud Spencer e
Terence Hill,
viene composta, per probabili motivi di co-produzione, da un attore
spagnolo ed uno italiano (entrambi però con uno pseudonimo americano). Fred
Harris (al secolo Fernando Arrien)
e Tom Scott (l'italianissimo Alberto
Terracina, già apparso precedentemente in uno dei Decamerotici
di Antonio: "Finalmente le Mille e una
Notte"). Pur
essendo una commedia d'azione, Carlo Ponti
mise a disposizione di Antonio un discreto budget, tanto che il film venne
girato con buoni tempi di lavorazione ed in quattro paesi differenti:
Australia, Hong-Kong, Singapore e Italia. Anche
questa volta Antonio precorre i tempi e realizza un film demenziale a
parodiare altri film di successo, come in seguito verrà fatto da molti
registi americani, fino al recentissimo "Kung
Fusion". Edoardo
Margheriti |
Scheda
Tecnica
Titolo
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Ming, Ragazzi!
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Altri Titoli
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Hercules, Vs Karate (USA)
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Genere
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Commedia - Azione
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Anno di Produzione
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1973
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Durata
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105'
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B/N - Colore
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C
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Distribuzione
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United Artists
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Produzione
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Champion Production - Laser
Film
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Regia
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Antonio
Margheriti (Anthony M. Dawson)
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Soggetto
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Sergio Donati
Luciano Vincenzoni
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Sceneggiatura
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Antonio Margheriti
Giovanni Simonelli
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Fotografia
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Luciano Trasatti
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Scenografie
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Giorgio Postiglione
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Montaggio
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Mario Morra
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Musiche
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Carlo Savina
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Cast
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Fred Harris
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Ruolo
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Tom Scott
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Jolina Mitchell
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George Wang
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Alan Collins (Luciano Pigozzi)
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Chang Lee
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Trama
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dal sito: www.cinematografo.it |
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Due
emigrati italiani in Australia, il grosso e maldestro Parsifal e il suo
amico Dino licenziati dal cantiere in cui lavoravano vengono ingaggiati da
Wang proprietario di un ristorante cinese di Sidney, il quale li incarica,
per centomila dollari, di riportargli il figliolo, Men-Chu rapito dalla
madre, Mig-Not, e custodito nell'abitazione di Ming, maestro di Kung-Fu a
Hong Kong. Raggiunta questa città, Parsifal e Dino devono subito
vedersela con gli uomini di costui, i quali, però, capeggiati
dall'incapace Fan-Ku, sono regolarmente messi in fuga dai robusti pugni di
Parsifal. Prova e riprova, tuttavia Fan-Ku riesce finalmente a far
prigionieri gli italiani e due hostess loro amiche. Condotti
nell'abitazione di Ming, Parsifal e Dino sono costretti ad affrontare la
sua guardia del corpo sulla quale hanno facilmente la meglio. Vista la
mala parata. Ming - che dietro la facciata di insegnante di arti marziali
nasconde una lucrosa attività di contrabbandiere - fugge con Mig-Not e
Men-Chu portando con se tre vasetti di ciliegie nella quali, al posto dei
noccioli, sono celate altrettante perle nere. Parsifal e Dino, però,
raggiungono il contrabbandiere gli impediscono di partire col suo aereo
privato e lo consegnano alla polizia. Per avere le perle, gli agenti
dovranno aspettare, tuttavia, che Persifal e Men-Chu digeriscano tutte le
ciliegie, incautamente mangiate. |
Critiche
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Mediocre
film di karatè, la vicenda fonda la sua "comicità" sull'uso
sistematico del doppio senso e della scurrilità appena mascherata.
Seppure senza spargimento di sangue, inoltre, il film finisce per esaltare
egualmente quella violenza il cui uso vorrebbe mettere in burla. (Segnalazioni
Cinematografiche) Probabilmente
questo critico, che con tanto cinismo denigra il film, oggi sarà esaltato
dalla riscoperta del cinema di genere (rimangiandosi tutto quello che ha
detto per anni) e osanna i giovani registi USA che altro non fanno che
imitare quello che i nostri misconosciuti autori hanno realizzato
trent'anni prima.
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