|
"Stanno
distruggendo il polmone del mondo!", con questa frase
venne lanciato "Indio" un
film avventuroso a sfondo ecologista di Antonio Margheriti. Un progetto
pensato, scritto e prodotto da Filiberto Bandini,
che con la sua società, la RPA
International, mette a disposizione di Antonio un grosso budget
ed un cast internazionale, sia artistico che tecnico, da film americano.
Il risultato è uno straordinario esempio di fusione e coesione tra il
genere avventuroso e il film "denuncia" di uno dei mali della
nostra attuale società: la sistematica distruzione delle foreste
amazzoniche, il "polmone del pianeta" per l'appunto. La
trama, per poter raggiungere facilmente un pubblico vasto ed il mercato
internazionale, era stata ricamata su uno dei successi del momento "Rambo"
di Ted Kotcheff, ricalcando alcune situazioni e personaggi: Daniel
"Indio" Morrell, interpretato da Francesco Quinn (figlio
del celebre Anthony Quinn, che aveva lavorato con Antonio ne "L'Isola
del Tesoro"), è infatti un marine, perfettamente
addestrato alla guerra e a sopravvivere in condizioni estreme; mentre il
comandante (di stampo militare, ex ufficiale dei
berretti verdi in pensione) a capo delle squadre di operai e mercenari
che distruggono la foresta è lo stesso Brian
Dennehy, (che interpretava lo
sceriffo nel film con Sylvester
Stallone). Simile è
anche l'accanimento che Brian Dennehy mette nel tentativo di eliminare il giovane soldato che gli ostacola i
lavori; e inoltre c'è anche il personaggio del sottufficiale (invece
di un colonnello) che ha addestrato il micidiale Marine e che viene
chiamato per aiutare la "compagnia" a liberarsi di lui, il
"Sergente Iron" interpretato da Marvelous Marvin Hagler, (il
mitico ex campione del mondo di
pugilato, entrato nella leggenda per aver difeso il titolo oltre dieci
volte), che decide con questo film di tentare la carriera di attore.
(con un certo successo, infatti sarà il
protagonista del sequel di questo film e verrà chiamato
da Antonio anche per il suo ultimo lavoro "Virtual
Weapon" (1996) in coppia con Terence
Hill). "Indio",
girato interamente nelle Filippine, prende però una piega diversa e non
emula "Rambo" se non in
queste poche analogie, perché Antonio gli conferisce quel suo particolare
tocco, rendendolo un film avventuroso ma al tempo stesso profondo, grazie
all'ottima sceneggiatura, che ti appassiona e ti tiene incollato alla
sedia, ma per poi farti anche riflettere. Edoardo
Margheriti |
Scheda
Tecnica
Titolo
|
Indio
|
Altri Titoli
|
Indio (Usa)
|
Genere
|
Drammatico - Azione
|
Anno di Produzione
|
1988
|
Durata
|
91'
|
B/N - Colore
|
C
|
Distribuzione
|
Filmauro
|
Produzione
|
RPA International - Filmauro -
Reteitalia
|
Regia
|
Antonio
Margheriti (Anthony M. Dawson)
|
Soggetto
|
Filiberto Bandini
|
Sceneggiatura
|
Filiberto Bandini
Gianfranco Bucceri
|
Fotografia
|
Sergio D'Offizi
|
Scenografie
|
Giorgio Postiglione
|
Montaggio
|
Claudio Curty
|
Musiche
|
Pino Donaggio
|

Cast
|
Francesco Quinn
|
Ruolo
|
Daniel Morrel
|
Brian Dennehy
|
Col. Whitaker
|
Marvelous Marvin Hagler
|
Sergente Iron
|
|
|
|
|
|
|
|
|

|
Trama
|
di
Edoardo Margheriti |
Daniel Morrel
(Francesco Quinn), filgio di un capo tribù e di una donna americana,
torna nel suo villaggio natale in Amazzonia con una licenza ottenuta dal
corpo dei Marines in cui è arruolato. Mentre si reca al villaggio,
immerso nella giungla amazzonica, assiste allo scempio della foresta che
gli uomini della IMC, una multinazionale mineraria, stanno operando nel
nome di un falso progresso. Il comando di questi mercenari è affidato a
Whitaker (Brian Dennehy), un ex colonnello reduce dal Vietnam, un uomo
cinico e spietato che fa massacrare tutti coloro che tentano di opporre
resistenza, intralciando i piani della multinazionale. Daniel si reca
al posto di polizia a
denunciare i crimini commessi da quegli uomini, ma viene pestato e
arrestato dai poliziotti, anche loro al soldo della IMC. Il giovane riesce a fuggire e a
raggiungere la foresta, ma trova tutto distrutto, ed il vecchio padre
assassinato. A questo punto Daniel si scatena, nascosto nella giungla,
inizia la sua vendetta, sabotando le operazioni della
multinazionale. Gli uomini di Whitaker non riescono a catturare il
giovane marine, e costringono il loro capo a ingaggiare degli specialisti,
accompagnati dal sergente Iron (Marvin Hagler) l'uomo che ha istruito
Daniel nei Marines nelle tecniche di guerra. comincia una feroce caccia
all'uomo, ma Iron si rende conto di essere schierato dalla parte sbagliata
e non interviene contro Daniel quando potrebbe. Con un inganno, Whitaker
riesce a far arrestare il giovane indio, ma anche la natura interviene in
suo favore. Un tremendo temporale dissesta il terreno intorno alla
prigione dove è stato rinchiuso consentendogli di evadere. Daniel riesce
anche a distruggere l'accampamento e in un ultimo feroce duello con
Whitaker, lo sconfigge, ma lo lascia in vita e scompare nella
"sua" foresta. Forse non sarà per sempre, ma la
foresta amazzonica,
il "polmone del mondo" potrà continuare ad esistere, protetta
da uomini che non hanno paura di sacrificare la loro vita per proteggerla. |
Recensioni
|
Se,
da un certo punto in avanti della storia, "Indio"
sembra avere diversi punti in comune con "Rambo"
di Ted Kotcheff, è anche vero che le
coordinate del genere avventuroso sono sempre e ovunque le medesime, ma il
contesto e soprattutto in significato del film sono differenti. In ogni
caso, rispetto al personaggio di Rambo interpretato da Sylvester
Stallone, il nostro Indio usa oltre ai muscoli e all'istinto
anche la sua intelligenza, ricorrendo alle pratiche esoteriche dei suoi
antenati e dimostrando di essere in grado anche di risparmiare la vita al
suo acerrimo nemico, in una delle scene più riuscite del film. Di
particolare rilievo poi, quegli essenziali elementi connessi da
sempre alla terra degli indios e ai loro rituali: l'aria. il sole, il
fuoco, il cielo, la terra. Sono scene intense, in cui Indio riconosce la
propria appartenenza alla sua razza e la sua natura non ancora contaminata
dalla civiltà dell'uomo bianco. Un
grande, coinvolgente racconto d'avventura quindi, con un Margheriti in
gran forma che dirige una vicenda mozzafiato secondo il suo stile
personale che niente ha da invidiare a quello di più conclamati registi
d'oltreoceano. Tratto
dal libro: "Mondi
Incredibili" di Antonio
Tentori e Antonio Bruschini, ed.Granata Press - Bologna 1994 |
|