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Terzo
capitolo di quella che viene definita la trilogia bellica di Margheriti
nel libro a lui dedicato da Fabio Giovannini:
"Danze Macabre, il cinema di Antonio
Margheriti". I
tre film in questione sono: "L'Ultimo
Cacciatore" (1980); "Fuga
dall'Arcipelago Maledetto" (1981) e "Tornado"
(1983) tutti prodotti da Gianfranco Coujoumdjian,
i primi due per la Flora Film, il terzo con una sua nuova società.
L'alleanza tra Antonio ed il produttore è durata per quasi dieci anni,
portando a compimento otto film ricchi di azione, divertimento ed effetti
speciali. Girato
sempre nelle Filippine, il film racconta un Vietnam diverso, vicino alla
disfatta, con un esercito americano stanco e demotivato e un capitano
ormai in preda alla follia che combatte una sua guerra personale, mandando
al massacro i suoi soldati. Ma verrà contrastato e sconfitto da un
sergente che si ribella e fugge dal campo diventando preda sia dei
Vietcong che dei soldati americani, ma cacciatore del suo reale nemico. Ispirato
dal primo Rambo di Ted
Kotcheff e al Cacciatore di
Michael Cimino, è un film duro, che
affronta il tema della guerra in maniera cruda, lanciando profonde accuse
e imperiosi messaggi al pubblico. Tutto però sapientemente mescolato con
effetti speciali e scene d'azione, nello stile di Antonio Margheriti. Al
posto del muscoloso ed invincibile soldato interpretato da Sylvester
Stallone, Antonio sceglie un personaggio più introverso, più
umano, con caratteristiche malinconiche e riflessive, ma pur sempre un
combattente. Per il ruolo viene scritturato Timothy
Brent, (l'italianissimo Giancarlo
Prete) che rende una performance molto realistica e ottimamente
interpretata. Edoardo
Margheriti |
Scheda
Tecnica
Titolo
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Tornado
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Altri Titoli
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The Last Blood (USA)
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Genere
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Guerra - Drammatico
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Anno di Produzione
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1983
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Durata
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93'
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B/N - Colore
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C
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Distribuzione
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Regionale
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Produzione
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GiCo Cinematografica
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Regia
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Antonio
Margheriti (Anthony M. Dawson)
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Soggetto
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Tito Carpi
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Sceneggiatura
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Tito Carpi
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Fotografia
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Sandro Mancori
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Scenografie
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Antonio Visone
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Montaggio
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Marcello Malvestito
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Musiche
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Aldo Tamborrelli
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Cast
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Timothy Brent (Giancarlo Prete)
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Ruolo
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Sal Maggio
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Antonio Marsina
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Cap. Harlow
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Alan Collins
(Luciano Pigozzi)
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Romano Kristoff
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David Brass
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Mike Monty
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Trama
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dal sito: www.cinematografo.it |
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Vietnam,
alla fine della "inutile guerra". Gli americani si impegnano
nelle ultime azioni di guerriglia ai comandi del capitano Harlow, il quale
mette in continuo e sicuro pericolo i suoi uomini per mantenere alto il
fasullo prestigio guadagnato con numerose imprese irresponsabili. Il
sergente Sal Maggio gli si oppone con decisione per difendere la vita dei
soldati, che vengono inutilmente mandati allo sbaraglio. L'inimicizia tra
i due si rende vieppiù palese quando il sergente, per aiutare un compagno
ferito abbandonato dal capitano nella giungla, si ferma per portarlo in
salvo, venendo per ciò accusato di grave insubordinazione al suo
superiore. I casi si ripetono e il sergente viene fatto arrestare dal
capitano. Durante un trasferimento riesce a fuggire. Ora è libero e dà
prove spettacolari (poco credibili!) della sua capacità, di sopravvivenza
nella giungla, catturato dai Vietcong, dai quali naturalmente riesce a
liberarsi, ed inseguito dai colleghi americani agli ordini del cattivo
capitano che vuole fare giustizia del disertore-nemico. Agli avvenimenti
prende parte anche un giornalista americano, che vorrebbe rendere di
pubblico dominio fatti e personaggi. I due avversari alla fine, dopo
rocambolesche vicende, si ritrovano di fronte, come nei tradizionali
western, soli e disposti ad affrontarsi all'ultimo ... pugno! Ha la meglio
il sergente, ma, mentre ripara al di là del confine con la Cambogia, dopo
aver risparmiata la vita al capitano, viene colpito da una pallottola
vagante che lo affonda per sempre nel fango della giungla. |
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Recensioni
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di:
Corrado Artale
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Il
grande successo riscosso fra la fine degli anni 70' e l’inizio del
decennio successivo di War movies come "Il
Cacciatore", "Apocalypse Now"
e "Rambo", ha dato il via ad
una serie di pellicole Bellico-Avventurose, accomunate dalla scelta del
Vietnam come cornice narrativa. Sarebbe quindi facile accantonare il
presente lavoro di Margheriti come prodotto d’imitazione; in realtà,
rispetto ad altre
opere del regista come "Fuga
dall’arcipelago maledetto" e "L’Ultimo
cacciatore", "Tornado"
presenta differenze sostanziali.
L’azione
non manca, ma la sceneggiatura insiste maggiormente sulla
caratterizzazione del protagonista, un antieroe in lotta non solo con i
Vietcong,
ma contro i suoi stessi superiori. Più che ai vari "Missing
in Action" con Chuck Norris,
qui viene da pensare a classici come "Da qui
all’eternità": la figura del soldato insofferente alla
stolida disciplina imposta dall’esercito, incline a ribellarsi alla
mancanza di logica e alla brutalità che stanno dietro ogni conflitto,
fanno di "Tornado",
l’avventuroso più ferocemente antimilitarista che si sia mai visto sui
nostri schermi. Braccato da nemici ed ex-alleati, il nostro pensa solo a
portare a casa la pelle; e se alcune situazioni possono senz’altro
richiamare alla memoria il "First Blood"
di Stalloniana memoria, a livello contenutistico siamo lontani anni luce
dalla puerile filosofia Reaganiana professata dal blockbuster di
"Ted Kotcheff".
E
quando ormai il pubblico è conquistato dalla capacità del personaggio di
far fronte all’avversità e spera in un finale consolatorio, un secco
colpo di pistola infrange ogni speranza
di redenzione, restituendoci alla realtà disumana che regola
qualsiasi guerra e nega spazio agli eroi, veri o presunti che siano.
Recensione
di: Corrado Artale
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