Non
c'è molto da dire su questo film, che ricalca una precedente formula di
successo adottata da Antonio nel suo secondo lavoro. Meno efficace forse per
l'assenza di attori del calibro di Claude Rains, o degli stessi che
recitavano nei primi due film del "quartetto", forse sostituiti
per esigenze di risparmio.
Antonio mi
raccontò un aneddoto di una esperienza
negativa avvenuta su quel film: Uno degli attori principali, verso la
metà del suo ruolo, credendosi ormai indispensabile, cercò di prevaricare
produzione e regia con piccoli "ricatti". La cosa fece infuriare
Antonio che lo protestò facendolo licenziare. Non potendosi però
permettere di rigirare le
scene con un altro attore, riscrisse in fretta e furia alcune scene
sostituendolo con altri personaggi e girò le sequenze nello spazio che
mancavano con una controfigura.
Per la sequenza della
morte del personaggio, inserì in "truka*" nel casco spaziale il volto dell'attore "incriminato", prendendolo
da un'altra scena. Il trucco
però si vedeva benissimo, e fu sempre oggetto di critiche, poiché non se
ne capiva la necessità. Nessuno però conosceva i veri motivi che avevano costretto Antonio a fare quella scelta.
*(Truka;
un sistema di inserimento di un'immagine all'interno di un'altra mediante
accoppiamento in fase di post produzione, le due immagini venivano
scontornate e sovrapposte in laboratorio, una pratica molto usata fino
alla fine degli anni ottanta per molti effetti. Più comunemente veniva
usata negli anni 60' per realizzare le immagini viste all'interno di
monitor o televisori, non essendo ancora cominciata l'era della
videoregistrazione ed essendo quasi impossibile sincronizzare, fino agli
anni 80' la velocità dell'otturatore con quella della frequenza
videotelevisiva (impressionando sul negativo anche l'interlinea, quella
linea che spesso si vede muoversi sugli schermi dal basso verso l'alto).
Edoardo
Margheriti