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Antonio Margheriti .com

 

 

 

 

 

 

"Il Pianeta Errante"

"Planet on the Prowl"

Italia - (1965)

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Nel terzo film del "Quartetto Gamma Uno" avviene un importante cambio della guardia tra i protagonisti. Tony Russell viene rimpiazzato da Jack Stuart (Giacomo Rossi Stuart) e Lisa Gastoni da Ombretta Colli. 

"Il Pianeta Errante" racconta di un gigantesco asteroide in rotta di collisione con la Terra, tema già usato con successo da Margheriti ne: "Il Pianeta degli Uomini Spenti". Infatti il film è molto simile, unica differenza sostanziale è che questa volta gli eroi che salveranno il nostro futuro, partono dalla stazione orbitante "Gamma Uno"

 

Rispetto al suo predecessore, in questo film Antonio cura con maggior attenzione l'atmosfera tesa e angosciosa vissuta dai protagonisti per il pericolo di distruzione della Terra.   

Edoardo Margheriti

 

Scheda Tecnica

 

Titolo

Il Pianeta Errante

Altri Titoli

War Between the Planets - Planet on the Prowl (USA)

Genere

Fantascienza

Anno di Produzione

1965

Durata

91'

B/N - Colore

C

Distribuzione

Unidis

Produzione

Mercury Film International - M.G.M.

Regia

Antonio Margheriti (Anthony Dawson)

Soggetto

Ivan Reiner 

Renato Moretti

Sceneggiatura

Ivan Reiner 

Renato Moretti

Fotografia

Riccardo Pallottini

Scenografie

Piero Poletto

Montaggio

Otello Colangeli

Musiche

Angelo F. Lavagnino

Cast

Jack Stuart (Giacomo Rossi Stuart)

Ruolo

Roy Jackson

Amber Collins (Ombretta Colli)

Terry

Enzo Fiermonte

 

Halina Zalewska

 

Peter Martel

Doubrowsky

Freddy Unger

 

Franco Ressell

 

 

Trama

dal sito: www.cinematografo.it

Un misterioso pianeta, uscito dalla sua orbita, provoca terremoti e cataclismi e si avvicina alla terra a grande velocità, con il pericolo di una collisione e quindi di una completa distruzione. Ad evitare tale catastrofica eventualità, Roy Jackson, Doubrowsky ed altri, tra cui una ragazza, Terry, a bordo di una astronave, riescono ad individuare il pianeta ed a calarvisi per mezzo di scooter spaziali. Penetrati nell'interno raggiungono una specie di cervello che dirige i movimenti del pianeta e s'accingono a distruggerlo ma le vene che lo uniscono appena tagliate si rigenerano. Gli astronauti perciò decidono con grave rischio di far esplodere nell'interno del pianeta una capsula di antimateria. Doubrowsky si sacrifica per compiere la missione, mentre gli altri possono risalire a bordo delle astronavi e porsi in salvo.

Curiosità e Racconti

Non c'è molto da dire su questo film, che ricalca una precedente formula di successo adottata da Antonio nel suo secondo lavoro. Meno efficace forse per l'assenza di attori del calibro di Claude Rains, o degli stessi che recitavano nei primi due film del "quartetto", forse sostituiti per esigenze di risparmio. 

 

Antonio mi raccontò un aneddoto di una esperienza negativa avvenuta su quel film: Uno degli attori principali, verso la metà del suo ruolo, credendosi ormai indispensabile, cercò di prevaricare produzione e regia con piccoli "ricatti". La cosa fece infuriare Antonio che lo protestò facendolo licenziare. Non potendosi però permettere di rigirare le scene con un altro attore, riscrisse in fretta e furia alcune scene sostituendolo con altri personaggi e girò le sequenze nello spazio che mancavano con una controfigura.

 

Per la sequenza della morte del personaggio, inserì in "truka*" nel casco spaziale il volto dell'attore "incriminato", prendendolo da un'altra scena. Il trucco però si vedeva benissimo, e fu sempre oggetto di critiche, poiché non se ne  capiva la necessità. Nessuno però conosceva i veri motivi che avevano costretto Antonio a fare quella scelta.

 

*(Truka; un sistema di inserimento di un'immagine all'interno di un'altra mediante accoppiamento in fase di post produzione, le due immagini venivano scontornate e sovrapposte in laboratorio, una pratica molto usata fino alla fine degli anni ottanta per molti effetti. Più comunemente veniva usata negli anni 60' per realizzare le immagini viste all'interno di monitor o televisori, non essendo ancora cominciata l'era della videoregistrazione ed essendo quasi impossibile sincronizzare, fino agli anni 80' la velocità dell'otturatore con quella della frequenza videotelevisiva (impressionando sul negativo anche l'interlinea, quella linea che spesso si vede muoversi sugli schermi dal basso verso l'alto). 

 

Edoardo Margheriti

                  

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