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Nel
1982 Antonio riesce finalmente a soddisfare il suo eterno desiderio di
fare un film tratto da un fumetto: "Yor, il
cacciatore", di Juan Zanotto e
Ray Collins (edito in Italia da: Edizioni
Lancio, Nda) una storia d'azione
e di Avventura in un pianeta alieno, molto simile alla Terra, dove
convivono Mostri Preistorici, uomini dell'età della Pietra, creature
scimmiesche ed esseri superiori di una civiltà molto evoluta ma quasi
estinta. Ne
"Il Mondo di Yor" c'è di tutto, mostri, battaglie, amore, astronavi, fucili laser,
robot e uomini preistorici. Una contaminazione di generi
all'ennesima potenza, proprio quello che Antonio amava, e di cui era
specialista fin dalle prime opere. Sembrava un fumetto concepito proprio per
il gusto e l'orientamento artistico di Antonio Margheriti, che infatti non se lo lasciò sfuggire. Il Film venne
realizzato quasi
interamente in Turchia, nei meravigliosi paesaggi lunari della Cappadocia,
e sulle coste laviche di Antalya. Il progetto nasceva come miniserie
televisiva in quattro episodi da cui trarre un film di due ore per lo
sfruttamento cinematografico, soprattutto per il mercato americano e home
video. La versione cinematografica venne distribuita negli Stati Uniti dalla RCA Columbia
con grande successo di pubblico, e sorprese gli
stessi distributori, riuscendo ad entrare nei primi dieci incassi del
Box Office. Per ragioni misteriose, la RAI non trasmise, se non a notte
fonda e dopo parecchi anni, la serie in quattro episodi, dove ovviamente
appaiono intere sequenze assenti nella versione cinematografica. Edoardo
Margheriti |
Scheda
Tecnica
Titolo
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Il Mondo di Yor
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Altri Titoli
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Yor the Hunter from the Future
(USA)
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Genere
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Fantastico -
Avventura
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Anno di Produzione
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1983
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Durata
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98'
& (4x50')
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B/N - Colore
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C
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Distribuzione
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Columbia - RAI tv
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Produzione
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Diamant Film - RAI tv
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Regia
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Antonio
Margheriti (Anthony M. Dawson)
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Soggetto
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Juan Zanotto - Ray Collins
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Sceneggiatura
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Antonio Margheriti
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Fotografia
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Marcello Masciocchi
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Scenografie
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Walter Patriarca
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Montaggio
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Alberto Moriani
Giorgio Serralonga
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Musiche
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Guido De Angelis
Maurizio De Angelis
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Cast
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Reb Brown
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Ruolo
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Yor
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Corinne Clery
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Ka-Laa
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Alan Collins
(Luciano Pigozzi)
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Pag
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Carole André
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John Steiner
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Overlord
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Marina Rocchi
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Sergio Nicolai
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Trama
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dal sito: www.cinematografo.it |
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Yor,
giovanottone biondo e muscoloso, vive nell'apparente età della pietra. In
realtà (ma lo sapremo dopo la metà del film) è un sopravvissuto a una
catastrofe atomica. Porta al collo uno strano medaglione. Gli verrà
rivelato da Rea, che egli incontrerà tra le sue avventure di viaggio e
della quale si innamorerà, che egli proviene da una lontana isola con un
grande castello misterioso ... Non resta dunque che cercare il luogo delle
sue radici. Yor s'era già imbattuto in pericolosi nemici: gli uomini blu.
Li aveva messi in fuga, salvando la giovane Ka-laa, concupita del capo,
brutto come uno scimmione. Deve poi scontrarsi con gli uomini del fuoco.
Fatto prigioniero, saprà liberarsi anche da loro. E' nel regno dei pigmei
che incontra Rea, la quale però muore in un assalto degli
"scimmioni", rivelandogli, appunto la sua origine e lasciandolo
all'amore di Ka-laa. I due, accompagnati dal fedele Pag servitore di
Ka-laa, raggiungono fortunosamente l'isola nella quale impera "il
Supremo", che tiene schiavi i sopravvissuti alla catastrofe atomica
dalla quale s'era salvato anche Yor. Egli è l'incarnazione del male: ma
ora è arrivato Yor e l'impero del cattivo vacilla. Il supersofisticato
arsenale atomico del Supremo andrà in fumo grazie all'eroismo di Yor e
alla fantasia del regista, ben servito dal biondo protagonista della sua
storia. |
Curiosità e Racconti
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I
mostri preistorici che infestano il pianeta de "Il
Mondo di Yor", sono un elemento fondamentale
in questo film, ed erano costruiti a grandezza naturale, uno addirittura
superava i quindici metri di lunghezza e quasi seicento chili di peso. Si
trattava di una creatura scaturita dalla fantasia di Antonio: un
incrocio tra un Stegosauro ed un Triceratropo (che
in realtà era un innocuo vegetariano).
I meccanismi per i
movimenti erano esclusivamente meccanici e venivano comandati da alcune
persone (tra cui me) all'interno del mostro stesso. Lavorare con delle
costruzioni in scala 1:1 e di tali dimensioni, non fu facile, ma si sente
nel film una "fisicità" ed un'interazione, tra il protagonista
e le varie creature preistoriche, che rende "vere" alcune
sequenze cariche di tensione e drammaticità. Una scelta più complessa ma
di maggiore qualità rispetto al
"passo uno" (una tecnica per cui vengono
usati pupazzi piccoli e snodati che vengono ripresi da una speciale
cinepresa che scatta un fotogramma alla volta, e su cui alla fine della
ripresa, viene sovrimpressa l'immagine
dell'attore che combatte contro uno sfondo neutro) di Ray
Harryhausen e di film come "The Lost
World" e "Clash of the Titans",
oppure se vogliamo rimanere in Italia di Armando
Valcauda, realizzatore
degli effetti speciali di "Star
Crash" o "Hercules"
entrambi per la regia di Luigi Cozzi, e che collaborò con lo stesso Antonio su
"L'Umanoide"
di Aldo Lado. Antonio decise di voler tentare questo esperimento,
facendo realizzare i mostri a grandezza naturale, partendo da uno scheletro in metallo ricoperto
da strati di gommapiuma, lattice,
vetroresina e quant'altro per il corpo e la pelle.
Costruimmo con questo
sistema
tutte le creature che si vedono nel film ottenendo un buon risultato. Effetti
Speciali di quel genere, senza l'ausilio della
computer grafica, sembravano irrealizzabili agli
inizi degli anni ottanta, ma Antonio volle farli e ci riuscì.
Edoardo
Margheriti |
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