|
Nel
1969 Antonio produce e dirige uno dei suoi migliori film: "The Unnaturals -
Contronatura", un film anomalo di difficile collocazione nel panorama dei
generi. Il film è a dir poco claustrofobico, ambientato interamente
all'interno di una vecchia casa dove ha luogo una seduta spiritica, mentre
fuori si scatena una furiosa tempesta. Anche in questo film, come ne "I
lunghi capelli della Morte" i personaggi sono tutti negativi,
colpevoli di crimini o di dissolutezze varie. Il film ricevette dalla
censura un divieto ai minori di 18 anni, per le forti scene erotiche a
sfondo lesbico che impregnano tutto il film, alternandosi alla macabra
seduta spiritica. Anche quest'opera di Antonio è considerata da molti un
capolavoro, alla pari di "Danza Macabra". Antonio
si offre anche una
citazione tratta da un suo precedente successo, con la marea di fango che devasta
la casa travolgendo tutto e seppellendo per sempre i protagonisti insieme
ai loro peccati ed i loro crimini. Edoardo
Margheriti |
Scheda
Tecnica
Titolo
|
Contronatura
|
Altri Titoli
|
The Unnaturals (USA) - Schrei in
der Nacht (Ger)
|
Genere
|
Thriller
|
Anno di Produzione
|
1969
|
Durata
|
98'
|
B/N - Colore
|
C
|
Distribuzione
|
C.C.M.
|
Produzione
|
Super Intl.
Pictures - Edo Cinematografica - CCC Filmkunst
|
Regia
|
Antonio
Margheriti (Anthony M. Dawson)
|
Soggetto
|
Antonio Margheriti
|
Sceneggiatura
|
Antonio Margheriti
|
Fotografia
|
|
Scenografie
|
n.a.
|
Montaggio
|
|
Musiche
|
|

Cast
|
Joachim Fuchsberger
|
Ruolo
|
Ben
|
Dominique Boschero
|
Margareth
|
Marianne Koch
|
Vivian
|
Helga Anders
|
Diana
|
Claudio Camaso
|
Alfred
|
|
|
Utriah
|
Marianne Leibl
|
Herta
|

|
Trama
|
dal sito: www.cinematografo.it |
Il
ricco Arcibald Barret è in viaggio, sulla sua automobile, per Brighton,
dove consegnerà al suo avvocato alcuni importanti documenti che lo
renderanno definitivamente proprietario dei beni del defunto cugino
Richard Wright. Sono con lui il contabile, Ben Taylor, con la moglie
Vivian, e il fattore Alfred Singler con l'amante Margareth. E' notte
fonda, piove a dirotto, e l'auto si impantana. Poco distante c'è uno
chalet e i cinque vi cercano riparo. Intento con sua madre Herta a una
seduta spiritica, interrotta dal loro arrivo, il proprietario Uriah invita
i suoi ospiti a prendervi parte. Da quel momento la donna, già in trance,
comincia a rievocare il passato dei nuovi arrivati, rivelando via via a
ciascuno le colpe degli altri: quelle di Alfred che, scoperto a trescare
con Margareth, provocò la morte della moglie; di Vivian, arsa da un amore
innaturale per la moglie di Richard; di Arcibald, che per impossessarsi
dei beni del cugino lo avvelenò, lasciando che Ben si ritenesse colpevole
della sua morte; di Ben, infine, che per nascondere un delitto della
moglie si lasciò convincere al silenzio. Per l'assassinio di Richard
vennero condannati a morte i due innocenti servitori: Uriah, per
l'appunto, e sua madre. Tornati dall'aldilà per vendicarsi, essi lasciano
che la scoperta della verità scateni tra i cinque una lotta, che si
concluderà con la loro morte. |
Curiosità e Racconti
|
Questo film segna
anche l'esordio di Antonio come produttore, con la sua società Edo
Cinematografica, con la quale produrrà: "Contronatura" ed
in seguito "
L'Inafferrabile, invincibile Mr. Invisibile". Il film è stato
realizzato negli studi cinematografici Tirrenia di Livorno e a Berlino per
alcune sequenze iniziali. Un'opera
interamente addebitabile ad Antonio Margheriti in
quanto scritto, prodotto e diretto da lui. Famoso
è un aneddoto da lui spesso raccontato: "Avevo avuto un'idea per una bella inquadratura per il
film, e volevo che durante la seduta spiritica la cinepresa inquadrasse
dall'alto il cerchio composto dalle mani unite dei partecipanti seduti
intorno al tavolo, come nei musical americani anni 50' dove si vedevano le
coreografie in asse dalla verticale, poi mi sarebbe piaciuto che la
"macchina" scendesse fino al centro del tavolo per poi
panoramicare sui primi piani... Ma Il film era molto contenuto nei costi,
e non avevo soldi per affittare un dolly, che comunque non saremo riusciti
a montare nel salone... Ne parlai con rimpianto a Riccardo Pallottini, il
mio operatore, che mi rispose: "Non c'è problema... lo possiamo
fare". Beh, fu una cosa incredibile, Riccardo si fece legare
una corda ai piedi e con una carrucola venne issato a testa in giù quasi
fino al soffitto, al centro del tavolo, e con la cinepresa in mano si fece
calare fino a poche decine di centimetri sul tavolo per poi, con un colpo
di reni, inarcarsi per realizzare i primi piani. Era proprio l'effetto che
volevo. A quei tempi non avevamo le attrezzature che ci sono oggi, ma
avevamo più fantasia e voglia di fare. Cose del genere oggi sarebbero
improponibili, nessuno lo farebbe mai, nemmeno a peso d'oro". Edoardo
Margheriti |
| |
Recensioni
|
Recensione di: Corrado
Artale |
|
Considerato
da molti l’ideale canto del cigno del gotico italiano, "Contronatura"
è un’interessante combinazione fra il giallo e l’horror. Come in un
romanzo di Aghata Christie, tutti i personaggi hanno qualcosa da
nascondere: e quando il caso (o il destino?) farà sì che si ritrovino
riuniti in un luogo isolato senza possibilità di fuga, una presenza
occulta rinfaccerà loro le colpe commesse, costringendoli a mettere a
nudo le proprie anime nere.
Straordinario l’uso della macchina da presa,
che sembra svolazzare attorno ai protagonisti, spiandoli e soffermandosi
sui loro volti terrorizzati, caricando gli oggetti che li circondano
d’una luce sinistra, soprannaturale. Erotismo malsano e delitti, sensi
di colpa e rivelazioni ultraterrene: l’armamentario è quello dei
classici anglosassoni del genere, ma il gusto per il grottesco e la
caratterizzazione dei protagonisti a tratti ricordano le cose migliori di
Dino Buzzati: l’espediente della fiumana di melma che tutto travolge e
purifica, presenta una vaga similitudine con l’ending di uno dei
racconti più suggestivi dello scrittore: "Eppure
bussano alla porta".
Splendida
la colonna sonora, parzialmente riutilizzata in altri film dell’orrore
del periodo come "La notte dei Dannati",
di Filippo Maria Ratti.
Corrado
Artale
|
|