Antonio
venne contattato da Carlo Ponti, che aveva prodotto i suoi ultimi quattro
film, per aiutarlo in due film che aveva in preparazione con Andy Warhol e
Paul Morrisey: "Flesh for Frankenstein"
e "Blood for Dracula" (tradotti
"Carne per Frankenstein" e "Sangue per Dracula",
titoli molto realistici ed appropriati, in seguito, visto il risultato
grottesco delle due opere, venne fatta la scelta di identificarli come
tali fina dal titolo stesso).
I
problemi di Ponti erano molteplici: entrambi gli autori erano
indubbiamente dei grandi artisti, ma poco tecnici nel loro modo di
lavorare legato al cinema Underground, inoltre non esisteva una vera e
propria sceneggiatura bensì un brogliaccio di poche pagine su cui
improvvisavano con gli attori di giorno in giorno, e la preparazione
procedeva in maniera confusa, ma soprattutto l'idea di scritturare Antonio
gli venne perché entrambi i film dovevano contenere alcune sequenze in 3D, con un nuovo sistema
ottico a lenti polarizzate. Erano trucchi molto complessi, ma il pane
quotidiano per Antonio, che oltretutto aveva già avuto delle esperienze
con il tridimensionale in passato. Antonio venne scritturato come
Co-regista, (o regista tecnico) per aiutare Morrisey e Warhol nelle
riprese degli effetti speciali e tridimensionali.
L'apporto di Antonio al film è stato
sempre oggetto di molte discussioni, finite anche in tribunale, per una
delle cause che coinvolsero la Società di produzione. Come già detto, il film
procedeva senza un vero copione, Warhol e Morrisey improvvisavano
quotidianamente insieme agli attori. Cosa che sembra risultò in un
materiale slegato e di difficile montaggio. La "paternità" di
questi due film va senz'altro attribuita a Paul Morrisey, mentre Antonio si è occupato principalmente
di dirigere le sequenze in 3D e, per "Il
Mostro è in Tavola... Barone Frankenstein" a riprese ultimate,
le sequenze dei
due bambini "Diastola" e "Sistole" che facevano da
collante alle altre scene, altrimenti di difficile montaggio. La regia
di entrambi i film venne attribuita alla coppia Warhol/Morrisey nel
mercato americano, mentre in Europa, la società di distribuzione decise
di usare la firma del co-regista, cioè Anthony M. Dawson, un nome che gli
offriva maggiori garanzie di incassi sul territorio nazionale ed
europeo.
La situazione
fu molto imbarazzante per Antonio a
causa delle polemiche nate successivamente ed in seguito alle dichiarazioni di Morrisey
che ne disconosceva l'operato. Ma la realtà è che i film sono
attribuibili esclusivamente ad Andy Warhol e Paul Morrisey, da tutto si
denota la loro regia ed il loro gusto per l'ambiguo e lo splatter (genere
molto lontano dal gusto di Antonio), mentre si riconoscono, anche
puramente a livello tecnico con i movimenti di macchina ed il gusto nelle
inquadrature, le scene fatte da Margheriti per i motivi spiegati
precedentemente. Materiale comunque insufficiente per attribuirgliene la
regia, un'operazione esclusivamente commerciale, che ha macchiato l'onesta
carriera di un regista come Antonio Margheriti, un artigiano la cui unica
colpa è quella di aver lavorato per passione, e a volte troppo,
accettando progetti ed offerte che lo divertivano, ma che avrebbe dovuto
valutare diversamente.
Se
guardate bene il manifesto Italiano, vi accorgerete che il titolo è stato
storpiato, non so se per errore o intenzionalmente, comunque si nomina un Frankstein
e non Frankenstein
come nel romanzo o nel titolo della
versione inglese. Lo ho inserito correttamente non volendo storpiare il nome
del mitico scienziato.
Edoardo
Margheriti