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Antonio
di dedica alla realizzazione di un thriller sullo stile dei grandi
successi di Dario Argento che spopolavano in quegli anni e che tutti i
produttori si erano precipitati a fare. Con "La
Morte negli occhi del gatto" fin dal titolo stesso, si intuiscono i richiami ad un
preciso periodo storico del cinema italiano, come nei vari: "L'uccello dalle piume di
cristallo" , "Quattro mosche di velluto grigio",
"La
lucertola con la pelle di donna", "Non si sevizia un
paperino", "Gatti rossi in un labirinto di vetro"o
"L'iguana dalla lingua di fuoco"... e via discorrendo fino a
completare l'enciclopedia degli animali. Ma
a differenza degli altri questo film potrebbe essere collocato più nel
genere horror gotico, che non in quello strettamente Thriller degli altri,
per l'ambientazione anni 30' e per lo stile particolare di Antonio,
che tende a discostarsi dagli altri film componendo una sceneggiatura più
morbosa e macabra. Il film era anche arricchito dalla presenza di Jane Birkin e del marito Serge
Gainsbourg, entrambi in vetta alle classifiche discografiche di quegli anni con la
celebra canzone "Je t'aime, moi non plus..."
(per chi non la
conosce, fu la prima canzone quasi parlata con i sospiri in stile orgasmo
di Jane Birkin in sottofondo). Un'altro personaggio importante del film
fu, "Mushi" uno dei gatti di Antonio, in un ruolo importante ed
onnipresente, e che a volte recitava anche
meglio di molti attori regolarmente accreditati. Di
questo film ricordo bene soprattutto una cosa: l'attrice tedesca Doris
Kunstmann. Io ero un ragazzino di quattordici anni e, in quelle poche visite che
feci sul set, ero letteralmente ipnotizzato da quella ragazza. Se dovessi
descrivere qualcos'altro non ne sarei capace, infatti non ricordo nemmeno
dove venne girato. Edoardo
Margheriti |
Scheda
Tecnica
Titolo
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La Morte negli
occhi del Gatto
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Altri Titoli
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Corringa (Work
title) -
Seven dead in the Cat's eye (USA)
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Genere
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Horror
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Anno di Produzione
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1973
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Durata
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96'
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B/N - Colore
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C
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Distribuzione
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Jumbo
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Produzione
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Starkiss Falcon - Roxy -
Capitol Film
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Regia
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Antonio
Margheriti (Anthony M. Dawson)
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Soggetto
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Giovanni Simonelli
Antonio Margheriti
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Sceneggiatura
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Giovanni Simonelli
Antonio Margheriti
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Fotografia
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Carlo Carlini
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Scenografie
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n.a.
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Montaggio
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Giorgio Serralonga
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Musiche
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Riz Ortolani
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Cast
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Jane Birkin
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Ruolo
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Corringa
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Hiram Keller
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James
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Venantino Venantini
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Robertson
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Dana Ghia
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Lady Mary
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Doris Kunstmann
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Susanne
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Anton Diffring
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Franz
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Serge
Gainsbourg
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Ispettore
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Trama
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dal sito: www.cinematografo.it
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Nel
castello di Dragstone, appartenente a Lady Mary MacGrieff e a suo figlio
James e del quale sono già ospiti: un medico, Franz, amante segreto della
proprietaria; un sacerdote cattolico, il reverendissimo Robertson; una
insegnante di francese, Susanne; e una sorella di Mary, Lady Alicia,
giunge espulsa dal collegio, la giovane figlia di costei, Corringa. Il
tetro maniero - sul quale grava una spaventosa leggenda: chiunque dei
MacGrieff, venga ucciso da uno del suo stesso sangue diventa vampiro - è
funestato, poco dopo l'arrivo di Corringa, dalla morte violenta di sua
madre, cui segue qualche giorno dopo quella di un servitore. Dopo aver
ingiustamente sospettato di James - nel quale trova, invece, un protettore
innamorato - e dopo aver creduto che ad uccidere il servo sia stata Lady
Alicia, diventata forse vampira Corringa si convince, infine - quando
anche Franz viene sgozzato - che l'assassina è Lady Mary. Tentando di
sfuggirle la giovane si rifugia nei sotterranei del castello. Ivi però,
la raggiunge il vero assassino - il falso reverendo Robertson che è in
realtà, un MacGrieff, deciso a sterminare, per impossessarsi del
castello, tutti i propri parenti - il quale dopo aver ucciso Lady Mary,
sta per sopprimere anche Corringa. Chiamata da James, però, la polizia lo
fulmina prima che possa fare altro male.
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Critica
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Confuso
miscuglio di elementi gialli e di luoghi comuni dei film dell'orrore (con
prevalenza dei secondi), il film non riesce mai, pur sovrabbondando di
scene ad effetto, a suscitare vera suspense. Tra i grossolani ingredienti
usati nell'imbastire l'assurda vicenda, spiccano soprattutto il macabro e
l'erotico.
(Segnalazioni Cinematografiche). |
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