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Antonio Margheriti .com

 

 

 

 

 

 

"Ursus il terrore dei Kirghisi"

"Hercules Prisoner of Evil"

Italia - (1964)

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In questo film Antonio crea una miscela sapiente tra film horror e peplum avventuroso. Ma il clima è più condizionato dallo stile del film dell'orrore, per la continua presenza di una figura misteriosa ed animalesca, una specie di licantropo assassino, che scopriremo essere la vittima di una pozione capace di trasformare gli uomini in bestie, una specie di dottor Jeckill e Mr. Hide in epoca barbara. Lo stesso Ursus rimarrà vittima della pozione offertagli dalla bella regina innamorata di lui, che si rivelerà essere una strega che vuole usare il guerriero per realizzare i suoi piani di conquista. 

 

Antonio ha diretto questo film con la  collaborazione di Ruggero Deodato, suo aiuto regista in molti dei film precedenti, anche in veste di co-regista. Infatti mentre Antonio era impegnato nella preparazione di un altro film "I Giganti di Roma" che andava, come al solito, girato di corsa per impegni già presi dal produttore con i vari distributori, Ruggero Deodato effettuò la regia di buona parte di questo film. Conoscendo bene lo stile di ripresa di mio padre ed avendo rivisto il film di recente, posso dire che si può dividere il film al cinquanta per cento fra i due registi. Si sente il cambio di mano, e la differenza, anche se lieve, con le sequenze girate da Antonio; ovviamente tutte quelle che comportano i suoi immancabili effetti speciali, in questo caso il cedimento di una diga di tronchi e dell'acqua che travolge tutto quello che incontra, così come alcune battaglie nel forte con "L'avvoltoio" o le molte sequenze nelle caverne di "Palazzolo", le sue preferite, (una serie di grotte e cunicoli situate sotto ad un monastero, in prossimità del lago di Castel Gandolfo) dove si riconosce il suo stile di ripresa, sempre in movimento, con la cinepresa a mano, e spesso attraverso quinte ed oggetti in primo piano. 

 

Anche se il film uscì nelle sale con il solo nome di Antonio Margheriti, (All'epoca i distributori non amavano le regia firmate a due nomi), so per certo che avrebbe voluto che i meriti di Ruggero, per cui nutriva una profonda stima, venissero riconosciuti anche dal pubblico. Per questo motivo, ho suddiviso la regia di questa scheda fra entrambi, in eguale misura.

 

Edoardo Margheriti

 

Scheda Tecnica

 

Titolo

Ursus il Terrore dei Kirghisi

Altri Titoli

Hercules Prisoner of Evil (USA)

Genere

Storico - Avventura

Anno di Produzione

1964

Durata

90'

B/N - Colore

C

Distribuzione

Titanus

Produzione

Adelphia Cinematografica - Ambrosiana Cin.ca

Regia

Antonio Margheriti (Anthony Dawson)

Ruggero Deodato

Soggetto

Marcello Sartarelli

Sceneggiatura

Marcello Sartarelli

Antonio Margheriti

Fotografia

Gabor Pogany

Scenografie

Riccardo Domenici

Montaggio

Otello Colangeli

Musiche

Franco Trinacria

Cast

Reg Park

Ruolo

Ursus

Ettore Manni

Ido

Mireille Granelli

Aniko

Furio Meniconi

Zereteli

Maria Teresa Orsini

Kato

Lilly Mantovani

 

Piero Pastore

 

 

Trama

dal sito: www.cinematografo.it

La pace che regnava nella Valle di Sura è turbata dall'apparizione di un essere mostruoso che distrugge ed uccide senza un particolare scopo. Questi atti vandalici hanno come conseguenza l'inizio di uno stato di tensione tra i nativi della Valle e la tribù dei Circassi, da alcuni anni immigrati in quel territorio. In particolare il principe reggente Zeretelli ha preso ad odiare Ursus, il capo dei Circassi, perché ha capito che Aniko, la regina della Valle, è innamorata di lui. Dato che il mostro non uccide i Circassi e non distrugge i loro beni, Zeretelli può facilmente accusare Ursus di essere complice del mostro. Intanto torna il fratello di Ursus, Ilio, che viene subito dopo attaccato dal mostro che brandisce un pugnale che risulta appartenere proprio ad Ursus. Anche Ilio comincia a dubitare del fratello; ma alla fine riuscirà a scoprire che chi crea e manovra questo mostruoso personaggio è Aniko. Alla morte di questa, infatti, il mostro scompare e la pace torna a regnare nella Valle di Sura.

Curiosità e Recensioni

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